Jonathan Scott – Mixtape interstellare

La storia del Voyager Golden Record, il disco che la Terra ha lanciato nello Spazio: un messaggio di suoni, immagini e parole per raccontare chi siamo e cosa facciamo

Tra politica, burocrazia, finanziamenti, ambizione, arte, innovazione e bellezza,
il ritratto di un’umanità ancora in viaggio tra le stelle

 

 

 

 

Pagine: 320
Prezzo: € 24
Formato: 14×22 brossura con alette
In libreria da: giugno 2021
Traduzione di Grazia Brundu

Disponibile su AmazonBookdealer

Nel 1977 un gruppo di scienziati e artisti si riunì a Ithaca per realizzare una compilation visionaria, un disco fatto di immagini oltre che di suoni, per raccontare a esseri non terrestri cos’è la Terra e chi sono i suoi abitanti: in breve, si stava cercando di catturare l’anima dell’umanità in 90 minuti di musica e figure. Oggi, quasi mezzo secolo dopo, quel disco viaggia ancora nello spazio interstellare in attesa di essere intercettato da forme di vita extraterrestre. È il Voyager Golden Record, passeggero speciale delle sonde Voyager 1 e Voyager 2 che la Nasa fece decollare da Cape Canaveral per mandare un messaggio ad altri abitanti del cosmo, nel caso, in un futuro lontano, manifestino la loro esistenza.
Il compito di “costruire” fisicamente il messaggio fu affidato all’astronomo Carl Sagan, il quale mise insieme una squadra composta, tra gli altri, dall’astrofisico Frank Drake, dall’artista Linda Salzman Sagan, dalla regista Ann Druyan e da Alan Lomax, uno degli etnomusicologi più importanti del Novecento. Il risultato è un “bignami della Terra” racchiuso in un disco (in realtà due, uno per navicella) che contiene musiche di Beethoven e di Bach, Johnny B. Goode di Chuck Berry, brani tradizionali dell’India, della Cina e dell’Africa. E poi, tra molte altre cose, immagini della nostra civiltà, saluti in varie lingue e un messaggio di pace del presidente Carter agli alieni.
Il saggio di Jonathan Scott svela tutta la storia che sta dietro al Voyager Golden Record, dall’idea iniziale al lancio sulle due sonde. Basandosi su materiali dell’epoca e interviste ai protagonisti superstiti, oltre che sui libri dello stesso Sagan, Scott catapulta il lettore nel cuore dei fatti, delinea tutti i particolari tecnici e li rende immediatamente comprensibili grazie a uno stile narrativo da romanzo d’avventura, a una prosa incalzante e rock in cui non mancano momenti pieni di umorismo e improvvisi slanci lirici.

Jonathan Scott

Sulla stampa e sui blog

Mixtape interstellare: i retroscena del disco che viaggia nell’universo su Global Science, di Ilaria Marciano

Mixtape interstellare su Convenzionali, di Gabriele Ottaviani

Così nacque la playlist interstellare dei Voyager su La Stampa, di Piero Bianucci

Ciao extraterrestri, qui Pianeta Terra. Volete ascoltare con noi Bach o Chuck Berry? su Tiscali Cultura, di Daniela Amenta

La madre di tutte le compilation: Mixtape Interstellare di Jonathan Scott su pensierosecondario, di Stefano Solventi

Mixtape interstellare su BooksSpecial, di Marco Denti

Mixtape interstellare su JamTv, di Leonardo Follieri

Un disco d’oro nello spazio: il “Voyager Golden Record” su Rockol, di Franco Zanetti

Mixtape interstellare su BooksHighway, di Gianni Del Savio

Un disco d’oro per gli alieni su Alias – Il Manifesto, di Guido Festinese

Una storia rock and roll verso l’ignoto! su Spettakolo!, di Antonio Rigo Righetti

Mixtape interstellare su Buscadero, di Lino Brunetti

La presentazione di Mixtape interstellare durante “Battiti”, trasmessa da Rai Radio 3

Mixtape interstellare su Cosmo, di Antonio Lo Campo

Musica per extraterrestri su La nuova Sardegna, di Fabio Canessa

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